Nel mio intervento vorrei approfondire alcuni aspetti della produzione televisiva italiana che ha presentato negli ultimi mesi un consistente numero di sceneggiati, documentari e programmi di approfondimenti riguardanti alcuni avvenimenti storici del nostro passato storico più o meno recente. Gli esempi che verranno analizzati cercheranno di approfondire alcuni argomenti indicati nel call for paper del convegno tra cui ne emergono in particolare due:
1. la questione dell’ibridazione tra vecchi e nuovi generi della fiction. Nei casi che analizzerò c’è anche l’”incomodo” del dato storico che funziona da cornice di riferimento di cui la singola fiction deve tener conto.
2. il confronto testuale verrà compiuto utilizzando gli strumenti più tradizionalmente semiotici: la costruzione narrativa innanzitutto, ma anche la semiotica delle passioni con particolare riferimento alle passioni enunciate e le passioni dell’enunciazione. Come prima ipotesi di lavoro mi sembra infatti che gli sceneggiati storici tendano a narrarci più tradizionalmente le passioni dei protagonisti (e su questo punto si prendono molte licenze rispetto ai fatti storici narrati) mentre i testi più ibridi (che ho chiamato provvisoriamente docu-fiction) tendano a giocare maggiormente sull’enunciazione appassionata in cui tutto ciò che è filmico entra in gioco come attore della narrazione in modo prioritario. Ci sono ovviamente varianti su cui mi concentrerò per la loro esemplarità.
Ci sono poi due altri aspetti di cui vorrei tener conto: utilizzare alcuni frammenti della ricezione mediatica soprattutto degli sceneggiati (commenti sui giornali, discussioni e opinioni diverse rispetto all’opportunità e la “correttezza” della ricostruzione presentata al pubblico televisivo); inserire le docufiction all’interno di un filone di film documentari che ha ormai una sua consistenza di genere e alcune sue peculiarità estetiche e stilistiche.