Antonio Santangelo

Antonio Santangelo

La “real fiction”: intersezioni fra Reality Tv e fiction

Negli ultimi anni, in televisione, abbiamo assistito all’affermazione di un nuovo linguaggio ibrido, all’incrocio tra la reality tv e la fiction.

Se, sul versante dei reality show, per esempio, questo ha comportato il successo di programmi come “La pupa e il secchione”, dichiaratamente debitore degli stilemi della commedia erotica italiana degli anni’70, dal punto di vista della fiction si è andata sempre più diffondendo l’estetica del real movie e della docu soap, portata alle estreme conseguenze, con la nascita di formati neo – neotelevisivi maturi come “The Office”, un prodotto di finzione mascherato da documentario.

Con una serie di accorgimenti enunciazionali attentamente studiati, le “real fiction” ragionano sui confini tra la realtà e la finzione in televisione, trasformando il reale in simbolico ed aumentando il coinvolgimento del pubblico, fino a fargli credere che ciò che è finto sia vero. Il gioco consiste nel ridurre le distanze tra fattuale e finzionale, ricucendo lo strappo tra documentari, tv verità e reality da una parte, e fiction dall’altra.

Analizzando un insieme di programmi che si collocano su una linea ideale, che congiunge la reality tv alla fiction, è possibile individuare il linguaggio che accomuna “Laguna Beach” a “Commissariato Trevi – Campo Marzio”, “Dance Life” a “Dr 90210”, “City of men” a “The Office”, fino ad arrivare a “So Notorious”. Per accorgersi, infine, che la “real fiction” non è altro che la declinazione televisiva di una tendenza molto più ampia, che coinvolge tutto il sistema dei media audiovisivi, in una riflessione sul rapporto tra l’immagine, la narrazione, l’intertestualità e la (o l’effetto di) realtà.







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