Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

 

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#6 connesso?! - Rete e nuova cittadinanza: educazione all’uso consapevole dei social net6 connesso

Le tecnologie digitali in pochi anni hanno trasformato, con incredibile velocità e con effetti difficilmente prevedibili, l'organizzazione sociale del nostro tempo. Internet da strumento di comunicazione si è trasformato in presupposto dell'agire individuale, principale piattaforma su cui costruire relazioni interpersonali, lavoro ed erogazione di servizi, commerci e contenuti: è diventato l'ambiente in cui nasce la cultura e si forma un modo di abitare il mondo e di organizzarlo ed occorre prendere consapevolezza che questo ambiente non è un luogo separato, una realtà parallela ma piuttosto lo spazio in cui si dispiega una parte sempre più importante della vita reale. Reale e virtuale non possono più essere declinati come due mondi distinti dove ciascuno è libero di assumere una diversa identità a seconda della circostanza, ma rappresentano ormai territori integrati da una costante e sempre più pervasiva “connettività”.

Ora, la sfida più grande che dobbiamo affrontare è quella di riuscire ad accompagnare la società in un processo di elaborazione delle misure, della cultura e della sensibilità necessarie per far fronte ai nuovi problemi posti dallo sviluppo tecnologico. Occorre trovare nuove forme per tutelare la persona nella sua unicità tra vita fisica e vita digitale cercando di coniugare libertà e responsabilità nel più grande spazio pubblico del nostro tempo. Si tratta di valori fondamentali che devono in primo luogo essere trasmessi ai giovani, “nativi digitali”, che più di altri possiedono le capacità per accedere e sfruttare in modo sempre più dinamico le opportunità offerte dalla società digitale.

La Scuola svolge ancora una volta un ruolo di primo piano in tale sfida educativa e ad essa spetta insegnare ai giovani il modo di confrontarsi costruttivamente con le nuove forme espressive offerte dalla Rete in nuova forma di cittadinanza attiva e democratica che pervada anche la sfera del virtuale al fine di promuovere una gestione consapevole di tutti gli aspetti della propria vita che vengono consegnati, anche, al mondo on-line. Educare “cittadini virtuali” consapevoli, fruitori attivi della Rete e delle moderne tecnologie è compito principale della nuova educazione, così come nella Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006. In essa si delinea un quadro di riferimento in cui si identificano e definiscono le competenze chiave necessarie per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l'inclusione sociale e l'occupazione in una società della conoscenza. Tra esse, le competenze digitali, seguite dall’imparare ad apprendere e dalle competenze sociali e civiche per (altra competenza chiave) sviluppare spirito di iniziativa e imprenditorialità. Ciascuna di queste “competenze” può contribuire a una vita positiva nella società della conoscenza favorendo pensiero critico, creatività, iniziativa, capacità di problem-solving, valutazione del rischio, assunzione di decisioni e capacità di gestione costruttiva delle emozioni in uno spazio molto più ampio di quello circoscritto alla scuola che è quello dell’educazione permanente.

Compito della Scuola e della Società è mettersi al pari, facendo i conti con una nuova dimensione del reale che ha inglobato in sé il virtuale con le sue potenzialità e i suoi rischi come in ogni ambito della vita dell’uomo. Il Dipartimento di Scienze Umane grazie alla collaborazione con la Scuola Media Sammarinese ha deciso di cimentarsi in questa sfida promuovendo un progetto interdisciplinare, introdotto da una tavola rotonda aperta a tutta la cittadinanza, sull’uso consapevole dei social net come strumento per contribuire favorevolmente alla crescita dell’individuo, ad una buona costruzione della propria identità individuale e, al contempo, alla valorizzazione dell’identità collettiva. Aspetti che, se promossi, possono di riflesso favorire nei cittadini una maggior sensibilità a temi quali l’inclusione e le pari opportunità ovvero alla “necessità di salvaguardare le ragioni del singolo mentre lo si educa a riconoscersi nel contesto sociale”.

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Fonti [Antonello Soro - Presidente del Garante per la protezione dei dati personali] - [Parlamento Europeo - Raccomandazione 2006/962/C]

 

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