Sconfina-menti. Itinerari per pensieri nomadi
Il teatro in ambito educativo realizza un contesto di apprendimento sorprendentemente capace di svolgere e riannodare trame di discorsi che evocano l’affascinante tema della complessità. È in grado di andare oltre la frammentazione e la specializzazione che colpiscono come una scure impietosa la cultura contemporanea e, nello stesso tempo, tenta una ricomposizione dialogica, in continuo divenire, attraverso un linguaggio che è già di per sé sintesi: il linguaggio della mente-corpo.
Il teatro d’impegno civile, in particolare, sia nella sua valenza di riscoperta e affermazione della Storia e della Memoria, sia nella sua valenza di critica problematizzata degli scenari più sconfortanti del mondo globale si interroga, razionalmente ed emotivamente, sulle possibilità di progettare mondi alternativi possibili.
Tre anni fa è nata l’idea di dare vita ad una Summer School “Teatro e educazione alla Cittadinanza”, che in questa sua edizione, pone al centro della sua riflessione il teatro come luogo di necessari SCONFINA-MENTI.
Un teatro che esce dal teatro per non essere rassicurante ma per mettere in discussione con la potenza della sua oralità. La nostra riflessione si vuole spingere verso un teatro che possa diventare sempre più necessario proprio per questo suo rapporto tra dentro e fuori, tra possibile ed impossibile, tra realtà e finzione. Esso si fa luogo di sconfinamenti ma allo stesso tempo di connessioni e ricongiungimenti per la sua capacità di tenere insieme anche ciò che a volte insieme non sta. Gli sconfinamenti oltrepassano le opposizioni e riconoscono il problematicismo delle antinomie; si oppongono alla frontiera e al confine come muro, come linea che divide, per riconoscere l’inquietudine, l’ambivalenza di un luogo che unisce e allo stesso tempo separa, che custodisce il rapporto tra identità e differenze.
Il teatro diventa necessario per imparare ad abitare la soglia, quello spazio in cui si transita, si attraversa, si trasmette, si trasforma…. Partendo da questo approccio vogliamo individuare itinerari che superano la prospettiva totalizzante dell’omogeneo e la frammentazione dell’eterogeneo, il pensiero standardizzato, dell’uniformità e della banalizzazione dell’esistenza.
Vogliamo costruire un pensiero migrante, meticcio e non sedentario, trasformativo nel suo nomadismo, proprio per quella capacità di interpretare e comprendere il mondo che cambia e in cui si cerca di operare cambiamenti positivi.
Teatro quindi per educare alla cittadinanza attiva insieme ai protagonisti di questo genere di teatro e a noi docenti delle facoltà di Scienze della Formazione.
La Summer School prevede incontri, workshop e laboratori con gli artisti e i docenti e una rassegna teatrale dal titolo“Festival Teatrale della Cittadinanza Democratica” .
La Summer School prevede, oltre agli incontri e ai workshop con gli autori/attori dei testi, una rassegna teatrale che s’innesta sul territorio andando così a costituire un evento culturale per tutta la comunità. Un’occasione quindi anche per i cittadini d’incontrare il teatro e un’opportunità di arricchimento e di formazione personale di grande rilievo. La rassegna teatrale prenderà anche quest’anno il nome di “Festival teatrale della Cittadinanza Democratica” e va a costituire un’importante momento di aggregazione culturale proprio intorno al tema dell’esercizio della cittadinanza attiva. Tema che è ritenuto una priorità dalle politiche culturali ed educative promosse da importanti organismi internazionali, quali ad esempio il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea stessa. Il festival si connota come evento di grande valenza etica e formativa capace di suscitare una riflessione concreta su cosa significhi oggi, nel tempo segnato dalle profonde trasformazioni indotte dalla globalizzazione, essere cittadini non solo del proprio stato di appartenenza ma del pianeta terra. vai alla pagina del festival