Girolamo Allegretti

Ivo Biagianti

Michele Conti

Nel corso del ventesimo secolo gli archivi d’impresa, di cui fanno parte gli archivi bancari, si sono sviluppati come un settore a sé stante all’interno del mondo archivistico. Quelli degli istituti di credito e delle banche non sono archivi di un’impresa qualsiasi, visto che essi hanno accompagnato costantemente lo sviluppo economico, sociale e culturale italiano e, riferito all’oggetto di questa ricerca, sammarinese. Esiste ormai una sempre più nutrita e consolidata tradizione di studi che, proponendo la dimensione territoriale come chiave di lettura delle dinamiche creditizie di lungo periodo, ha messo in luce alcune peculiarità dei sistemi bancari locali, con il risultato di contribuire a una visione più articolata del processo attraverso cui si venne strutturando il complessivo sistema economico bancario. Lo studio sulle fonti per la storia del credito a San Marino si inserisce in questo contesto. La storia delle banche sammarinesi, possibile attraverso i loro archivi storici, supera gli aspetti di una vicenda puramente creditizia per presentarsi, integrata con altri documenti, come un interessante nodo problematico relativo alla storia delle classi dirigenti lungo tutto il periodo di vita delle banche, ma anche come un privilegiato punto di vista per la storia economica.

Gilda Nicolai

Nel corso dell’età moderna i meccanismi assistenziali, sotto la spinta di una povertà sempre più diffusa e appariscente, subiscono delle profonde trasformazioni. Da un’assistenza a carattere privato ed episodico, basata sulla beneficenza, gestita da corporazioni, confraternite, ospizi ed ordini religiosi, si passa a forme d’intervento più stabili ed organiche, come risultato di un impegno pubblico e laico da parte di organi di governo cittadini e dei primi apparati statali. L’approdo di questo processo è la nascita, tra il XIX e XX secolo, del moderno Stato sociale, che implica la crescente assunzione di ogni responsabilità nei confronti di poveri e bisognosi da parte degli enti pubblici.

Augusto Ciuffetti

La storia del fascismo nella repubblica di San Marino è un caso di studio che pone il quesito, in qualche modo paradossale, circa l’effettiva natura fascista del fascismo sammarinese, Il volume ha cercato di rispondere all’interrogativo tenendo in considerazione i principali risultati acquisiti nel dibattito storiografico sul fascismo italiano, che costituisce il modello in base al quale si può misurare la particolarità del caso sammarinese. Per effettuare questa comparazione, la ricerca ha utilizzato documenti fio ad oggi inutilizzati o inediti. Attraverso l’impiego incrociato di forti provenienti da più archivi pubblici, italiani e sammarinesi, è stato possibile decifrare in modo più dettagliato alcuni dei momenti fondamentali della storia repubblicana tra le due guerre.

Gregorio Sorgonà

Il volume delinea la storia della Società Unione e Mutuo Soccorso di San Marino dalle sue origini, che si collocano tra il 1874 e il 1876, agli anni Ottanta del Novecento. Tre sono i dati che caratterizzano il suo secolare percorso: il costante riferimento alla concordia e alla fratellanza; la capacità del sodalizio di essere al centro della vita politica ed economica della Repubblica, nonostante la sua sovrapposizione con altri enti assistenziali e previdenziali; il continuo e fecondo legame con la Cassa di Risparmio. Nella trama narrativa del volume, le scansioni cronologiche si caricano di precidi significati, corrispondenti alle diverse fasi della storia del sodalizio.

Augusto Ciuffetti

In occasione dei 150 anni dall’unificazione nazionale, nel volume si ripensano le relazioni tra Repubblica di San Marino e Italia alla luce della storia e delle memorie risorgimentali. Lo si fa attraverso una sorta di “reciprocità di sguardi”, in una prospettiva non solo nazionale, cercando di far dialogare la storia della storiografia con le rappresentazioni sociali e culturali del mito del Risorgimento, dal secondo Ottocento a tutto il Novecento. Per l’Italia, facendo una storia sociale e culturale del mito politico del Risorgimento italiano che misuri la ricezione del discorso nazionale nei luoghi della vita pubblica; si tengono insieme ideologie e sentimenti, progetti e realizzazioni, linguaggi politici e pratiche sociali, simboli e rituali politici delle rappresentazioni nello spazio pubblico. Per la storia della Repubblica del Titano, con alcune biografi e esemplari e le “vite vissute”, emergono i diversi modi di coniugare le istanze di libertà del Risorgimento italiano con l’ideale repubblicano dell’autogoverno comunitario. Nel volume ci si interroga dunque sulla “fortuna” nonché sui linguaggi plurali del Risorgimento nel complesso rapporto tra costruzione delle identità culturali e uso pubblico della storia.

Maurizio Ridolfi

Due sono le ricerche che compongono il volume: nella prima, Problemi annonari e privative a San Marino in età moderna, condotta su varie tipologie di fonti inedite, Maria Ciotti prende in esame alcune delle principali istituzioni della Repubblica col fine di evidenziare attraverso quali organi di governo si attuasse la politica economica e la gestione degli affari pubblici. Il problema dell’approvvigionamento dei generi di prima necessità che attanaglia l’economia sammarinese in età moderna, evidenzia un quadro piuttosto deficitario, imposto da una realtà territoriale povera quanto a risorse e da un contesto produttivo largamente fondato su un’economia di sussistenza. Esso, tuttavia, per la fitta rete di relazioni e di scambi che determina, conferma l’elevato grado di apertura della Repubblica, tutt’altro che “libera” dal bisogno, verso le realtà circostanti

Maria Ciotti

Andrea Trubbiani

Quale sarà il futuro turistico dei piccoli borghi e di quale borgo particolarissimo che è la città-stato di San Marino? Il volume, curato da Patrizia Battilani e Stefano Pivato, cerca una risposta a tale quesito coinvolgendo studiosi di diverse discipline, dagli storici economici e contemporanei ai geografi, dai sociologi e massmediologi. Emerge così il ritratto di un settore, quello turistico, che negli ultimi cinquant’anni è stato attraversato da tre grandi cambiamenti: il superamento della dicotomia fra città residenziale e città di villeggiatura, l’ampliamento della definizione di heritage, l’emergere del consumo di emozioni. Nel nuovo contesto, la mappa delle distinzioni turistiche è stata in parte ridisegnata e alcuni territori periferici hanno conquistato una posizione di primo piano.

Stefano Pivato

Patrizia Battilani

Il tema della parentela ha conosciuto, in questi ultimi anni, un forte ritorno di interesse da parte non solo degli storici e degli antropologi, ma anche dei demografi, dei sociologi e dei genetisti, quasi a fare eco a una domanda sociale crescente sulle problematiche della famiglia, del legame sociale o dell’identità. Il presente lavoro si propone di esaminare la società sammarinese di epoca moderna attraverso l’occhio della parentela. La mobilità e le dinamiche sociali, le pratiche matrimoniali, l’instabilità e il consolidamento del nome di famiglia, le sue modalità di trasmissione e di sopravvivenza, o ancora il fenomeno migratorio, costituiscono le principali tematiche qui affrontate, per proseguire sulla strada già tracciata dagli studi sinora svolti all’interno della Collana Sammarinese di Studi Storici.

Michaël Gasperoni

Dall’Ottocento ai giorni nostri, a tre differenti “stagioni” turistiche hanno corrisposto altrettante immagini del Titano, puntualmente documentate dalle guide locali. Dalla San Marino irraggiungibile ed erroneamente descritta di metà XIX secolo, passando per quella “carducciana” della prima metà del Novecento sino a quella odierna, in cui uninedita rappresentazione medievale corrisponde alle esigenze di un turismo di massa, la presente ricerca si propone di ricostruire i numerosi elementi di rottura e le poche continuità che contraddistinguono l’evoluzione dell’immaginario della più antica Repubblica del mondo.

Davide Bagnaresi

Nel mondo della politica i movimenti e i partiti si sono contesi la scena attraverso un mutevole linguaggio dei colori, giungendo spesso ad appropriarsi dei simboli cromatici degli avversari per screditarne il significato o mutarne il segno. Quel linguaggio sarebbe divenuto parte essenziale di ogni azione mirata ad influenzare l’opinione pubblica e a costruire quote di consenso politico ed elettorale. I colori, infatti, rinviano alla rappresentazione di identità e alla loro percezione, generando un corto circuito di emozioni e passioni. La storia dei colori ci racconta le trasformazioni dei linguaggi e delle rappresentazioni della politica nell’odierna società dei mezzi di comunicazione e dei consumi di massa. I Rossi e i neri, i bianchi e gli azzurri, non sono sempre stati quelli che oggi conosciamo. I colori, inoltre, individuano un privilegiato terreno di ricerca per le relazioni tra uomini e donne (e, dunque, circa l’uso del colore rosa, ma non solo).

Maurizio Ridolfi

Lodovico Zuccolo (Faenza 1568 – Bologna? 1630) pubblicò Il Belluzzi, overo della Città felice nei suoi Dialoghi editi a Venezia nel 1625, e l’operetta è testimonianza quanto mai significativa della partecipazione con cui visse le concitate vicende della devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato della Chiesa, evento che pareva minacciare l’autonomia di San Marino. Considerato dalla critica storiografica una sorta di esaltazione idilliaca del comune rustico, e per questo motivo sempre assunto a testo fondativo del mito della piccola comunità, il dialogo resta, in realtà, frutto raffinato della riflessione di uno dei più importanti pensatori politici del Seicento italiano, che – trattando ora di ragion di stato, ora di utopia, ora esaltando il sistema politico veneziano in un altro dialogo, Il Molino – aveva sempre rivolto la propria ricerca a comprendere “le ragioni del governo”.

Paolo Costantino Pissavino

Antonio Ganganelli di Santarcangelo, nel 1769 egli divenne Papa Clemente XIV. Il 25 maggio il Consiglio Principe, convocato in seduta straordinaria, dispose che «si faccino dimostrazioni d’allegrezza per l’esaltazione del signor cardinale Ganganelli, nostro concittadino». Uomo di grande cultura e di altrettanta umanità viene ricordato soprattutto per il decreto che firmò nell’anno del Signore 1773, col quale fu abolita la (potente) “Compagnia di Gesù”. Egli si occupò tuttavia anche di San Marino quando mise mano alla ricognizione dei confini territoriali dei possedimenti pontifici. Già i suoi predecessori avevano ipotizzato ed auspicato tale operazione senza però mai avviarla davvero. Clemente XIV non solo la portò a termine ma la condusse utilizzando le moderne tecniche agrimensorie e cartografiche.

Marco Moroni

La meteorologia scientifica si afferma in Europa tra XVII e XVIII secolo. Ricercatori e scienziati dell’Accademia del Cimento, attiva a Firenze dal 1657 al 1667, promossa e sostenuta dai Medici, della Royal Society di Londra, dell’Accademia dell’Istituto delle Scienze di Bologna, della Società Meteorologica Palatina, che dà alle stampe a Mannheim dal 1781 al 1792 le Ephemerides Societatis Meteorologicae Palatinae, sperimentano e perfezionano barometri, termometri, igrometri, anemoscopi, e altro, pubblicano serie pluriennali di osservazioni, costituiscono reti forti di decine di stazioni installate in diverse località del continente.

Carlo Verducci

Questo 22° Quaderno della Collana di Studi Storici del Centro Sammarinese di Studi Storici è costituito da quattro studi di F. Pirani, M. Moroni, L. Rossi, T. Bernardi.

Francesco Pirani

Marco Moroni

Luigi Rossi

Tiziana Bernardi

Il Centro Sammarinese di Studi Storici è nato nel 1992 nell’ambito del Dipartimento di Storia della Università di San Marino. Venne affidato al Prof. Sergio Anselmi, che ne è anche l’attuale direttore. Ha pubblicato 20 volumi (ora collettanei, ora monografici) più un quaderno con l’indice degli antroponimi e dei toponimi. Nell’insieme si tratta di 3670 pagine sulla storia di un “microstato” che affonda le proprie radici nel medioevo. Sono stati studiati in modo approfondito il farsi del territorio sammarinese, la sua organizzazione politica ed economica, il ruolo di “un luogo di mezzo” posto tra mare e montagna, i rapporti con l’Italia, il modo di esprimersi di una cultura che ha saputo distinguersi nell’ampia area geografica sita tra Romagna, Toscana, Marche, la vita religiosa, il farsi della borghesia, la criminalità, la struttura della proprietà terriera, le piccole manifatture locali, il sistema bancario, ecc.

Alberto Grohmann

Giacomina Nenci

Mario Sbriccoli

Ercole Sori

La ricerca si propone di far emergere la complessa rete di modalità attraverso la quale fra tardo Medioevo e fine dell’età moderna, in un’area di particolare interesse quale è quella sammarinese, segnata da forte specificità sia geo-ambientale che politica, le risorse naturali e gli attori sociali interagiscono e, interagendo, costruiscono l’ambiente. Nella prima parte del lavoro l’autrice analizza sotto il profilo quantitativo (disponibilità in relazione ai tetti demografici, distribuzione sul territorio e fra i vari ceti) e qualitativo (livello di conservazione e di degrado) le risorse “elementari” – legno, acqua, suolo – cercando di mostrarne i mutamenti nel lungo periodo in relazione alle modalità di sfruttamento, alle tecnologie d’uso nonché agli esiti, più o meno diretti e consapevoli, sugli equilibri di domanda e produzione dei gruppi umani.

Olimpia Gobbi

Nel tardo Medioevo si compiono a San Marino le scelte fondamentali che nei secoli successivi condizionano e modellano assetto socioeconomico e organizzazione territoriale. Nel corso del Quattrocento, in particolare, castrum e marcatale conoscono un rapido sviluppo nei tre settori cardine dell’economia: commercio, credito e manifatture. Interessi e azione degli operatori locali non si arrestano tuttavia ai confini del territorio: protagonisti anch’essi di quella “rivoluzione commerciale” maturata all’interno di una fitta rete di relazioni e scambi, alcuni mercanti-imprenditori ridisegnano il volto economico e urbanistico della San Marino medioevale, aprono fondaci e apoteche e si proiettano verso l’esterno, cogliendo le opportunità offerte dal suo inserimento in un’area economicamente attiva.

Emanuela di Stefano

Con il termine di istruzione popolare, secondo un preciso indirizzo pedagogico, si indicava il diritto di tutti alla formazione di base. Nella Repubblica di San Marino questi concetti furono introdotti dall’insegnante Gino Giacomini, chiamato a dirigere e a riordinare le scuole elementari, il quale lamentava spesso la trascuratezza nella quale era tenuta la scuola primaria, convinto che la formazione di base dei ragazzi appartenenti a strati sociali sempre più vasti doveva essere uno degli obiettivi concreti di ogni Stato.

Leandro Maiani

Questo quaderno – n. 18 della collana edita dal CSSS è costituito da quattro ricerche svolte da un gruppo di studiosi afferenti al Centro di Studi Storici della Università di San Marino.

Tiziana Bernardi

Cristina Biancone

Luigi Rossi

Carlo Verducci

Penalizzate dalla ricerca storica, le donne rappresentano un “gruppo silenzioso”, figure emarginate ed evanescenti che affiorano alla luce della storia solo se toccate dalla fortuna di appartenere ad una famiglia ricca e potente, se predestinate alla santità o alla fama di artiste e cortigiane: pochi nomi e ancor meno volti. Del tutto assenti, o quasi, vere desaparecidos della storia, murate vive nel loro analfabetismo, sono invece le donne del popolo, condannate a non lasciar traccia di sé.

Augusta Palombarini

Ivo Biagianti

Gennaro Carotenuto

Francesco Vittorio Lombardi

Marco Moroni

Augusta Palombarini

Questo quaderno raccoglie gli Atti del Seminario, organizzato dal Centro di Studi Storici Sammarinesi, diretto da Sergio Anselmi, il 2526 maggio 1995. Scopo del Seminario, alla cui definitiva realizzazione si è giunti tramite discussioni tra specialisti e il coinvolgimento di giovani storici e archivisti, è stato quello di riproporre all’attenzione della storiografia e particolarmente delle nuove generazioni lo studio delle fonti di matrice fiscale relative alletà medioevale. In effetti, dopo la fase della scuola economico-giuridica e dopo gli ampi dibattiti degli anni ’50 e ’60, che avevano visto da parte di numerosi e qualificati studiosi – dotati di formazione storicoeconomica – lutilizzazione delle fonti fiscali, in primo luogo dei catasti, al fine della ricostruzione dell’ accumulazione e degli inscindibili rapporti tra economia e politica, l’ultimo trentennio si è caratterizzato per uno scarso interesse per le indagini sull’età medioevale e, nell’ambito di questa fase storica, per una particolare disattenzione per le analisi concernenti la fiscalità.

Alberto Grohmann

Nei cinque secoli che vanno dai decenni immediatamente successivi alla pandemia di peste nera, la quale tra 1348 e 135 1 falcidia in Europa circa un terzo degli abitanti , fino agli anni centrali dellOttocento (primo censimento ufficiale ), nei quali si delinea la transizione verso assetti demografici moderni, la popolazione del territorio sammarinese, che ha sempre saputo cogliere i vantaggi derivanti dall’essere la chiave del Montefeltro per la Romagna“, secondo le parole del capitano reggente Palamede Malpeli, ha un andamento simile a quello delle aree centrali della penisola italiana pesantemente condizionato, per tutto l‘antico regime, dalle emergenze economiche e sanitarie – conservando tuttavia peculiarità di rilievo

Carlo Verducci

Il volume consta di due ricerche. Nella prima, La proprietà ferriera dei sammarinesi nelle legazioni pontificie (secoli XIV-X/X), Girolamo Allegretti rileva come i catasti sammarinesi e pontifici della prima metà dell Ottocento mostrino che i cittadini della piccola Repubblica, oltre ai 6000 ettari di mediocre suolo agrario del loro territorio, ne possiedono 3000, e delle migliori terre, in area pontificia. È una espansione, senza caratteri di reciprocità, già chiaramente delineata nel XIV secolo, produttrice di un aspro contenzioso, come nel caso della secolare vertenza con Verucchio, nella quale si mescolano (su una base di acredine campanilistica) interessi politico-giurisdizionali, annonari , fiscali e patrimoniali.

Girolamo Allegretti

Augusta Palombarini

Questo indice degli antroponimi e dei toponimi presenti nei primi dieci volumi del Centro di Studi Storici Sammarinesi, pubblicati tra il febbraio 1993 e l’aprile 1995, vuole caratterizzarsi quale strumento utile per la ricerca di immediati riferimenti ai testi. Esso è fondamentale per chiunque desideri andare alla storia delle famiglie e delle persone, o a quella dei luoghi (case rurali, ville, castelli, ecc. ), per seguirli nel tempo, il che – quando è possibile – significa tra alto Medioevo e contemporaneità. Di seguito all ‘indice compaiono i sommari in lingua italiana e in lingua inglese dei dieci volumi fin qui usciti .

Ada Antonietti

L’agricoltura ha costituito per molti secoli la risorsa principale degli abitanti di San Marino e dell‘area circostante: enfiteusi e mezzadria sono state le forme prevalenti di conduzione della terra, luna in via di lenta risoluzione, l’altra in via di progressiva affermazione, fino alla sua definitiva prevalenza nel corso dell’Ottocento.

Ivo Biagianti

Questa miscellanea a più mani affronta alcuni aspetti di storia sammarinese in età contemporanea, così si deve dire, anche se, nel fatto, l’indagine affonda le sue radici nellontano periodo postunitario e da esso parte. Scorrono davanti a noi quasi cento anni di impegno per uscire dalla municipalità, sia pure repubblicana in tempi di monarchia, e dalla pesante tutela dello Stato italiano, “infastidito” per il sopravvivere di una enclave statuale desiderosa di trattare alla pari.

Francesco Casadei

Marco Pelliconi

Laura Rossi

Patrizia Sabbatucci Severini

A lungo ci si è accostati a San Marino dominati dal fascino di un mito che ancora oggi è forte nellimmaginario collettivo: il mito della città felice”, della piccola Repubblica che non serve ad alcuno“, il mito della libertà perpetua” insomma. In questo libro, invece, ci si pone lobiettivo di cogliere il processo di formazione di un territorio localee soprattutto di ricostruire i peculiari meccanismi di funzionamento dell‘economia sammarinese di antico regime. In particolare, pur lavorando su fonti frammentarie e non sistematiche, si cerca di comprendere come San Marino riesca a garantire la sussistenza ai suoi abitanti e quali siano i meccanismi integrativi tipici della sua economia.

Marco Moroni

La linea portante di questo studio sulla Repubblica di San Marino nell’Ottocento è la ricerca di un equilibrio interpretativo tra le sue evidenti peculiarità politico-istituzionali che ne fanno .un caso celebre e studiato, persino un mito – ed il suo inserirsi nella realtà italiana. Dapprima lo Stato Pontificio, poi il Regno d’Italia, rappresentano per la Repubblica un punto di riferimento ineludibile: non solo per le relazioni politiche ed economiche reciprocamente intraprese, ma soprattutto per il legame culturale ed umano che si realizza nel tempo. Nel secolo XIX l’area di riferimento cambia; San Marino vive negli anni Cinquanta gel secolo una forte tensione interna che si traduce in una scelta “italiana”, attraverso la quale anche le classi dirigenti repubblicane , e” tutto il tessuto sociale di San Marino, si trasformano.

Paola Magnarelli

Signori e villici: queste le componenti del ceto dirigente sammarinese, nonché la base sociale di un sistema di governo misto, avvertito come democraticoper la sua apertura a tutte le classi sociali, secondo un’ accezione della democrazia propria di un mondo ruralnobiliare che fa riferimento all’uguaglianza di famiglie e ceti nell‘accesso alla cosa pubblica. Muovendo dall analisi del gruppo dirigente, condotta attraverso un costante confronto con temi e problemi del dibattito storiografico recente, questo libro ricostruisce il profilo istituzionale e socioeconomico delle comunità nella lunga età moderna.

Donatella Fioretti

L’interesse sempre più ampio ed attuale per le tematiche relative alla genesi e allo sviluppo dei territori locali invita a riconsiderare il ruolo che la proprietà della terra può svolgere nel processo di formazione della coscienza territoriale e nella definizione dei rapporti sociali all’interno della comunità locale. La proprietà infatti, se da una parte rende certo ed assoluto il vincolo che localmente lega uomo e territorio, dall’altra inevitabilmente finisce per legare a più fili anche gli uomini tra loro, sia che partecipino della comune condizione di proprietari sia che su di essa abbiano costruito rapporti di potere.

Luigi Rossi

Si riuniscono in questo quaderno le due ricerche che, nel programma disposto dal Centro di Studi Storici Sammarinesi e nel ventaglio di interessi dei suoi componenti, si collocano alla radice della serie di studi dedicati alla storia del territorio e della società locale. Esse non vogliono rappresentare un sicuro e definitivo approdo delle conoscenze, ma una presa di contatto preliminare con molteplici problemi e situazioni che investono l’area sammarinese dell’arco temporale compreso tra età romana e alto medioevo, non superando deliberatamente il limite del secolo X.

Pierpaolo Bonacini

Gianluca Bottazzi

Questo libro raccoglie i primi lavori prodotti dal Centro di Studi Storici Sammarinesi, costituito nel febbraio 1992 all’interno del Dipartimento di Storia dell’Ateneo di San Marino. Si tratta di lavori di approccio dovuti agli studiosi che operano nel Centro. Ad essi, nel corso del 1993 , seguiranno le opportune integrazioni e messe a punto, sulla scorta degli approfondimenti suggeriti dalla ulteriore consultazione dei materiali di archivio, mentre si stanno delineando nuove ipotesi di ricerca.

Sergio Anselmi

Sono raccolti in questo volumetto gli interventi svolti nel corso del seminario internazionale organizzato il 16 ottobre 1992 dal Centro di Studi Storici Sammarinesi (Dipartimento di Storia, Università degli Studi della Repubblica di San Marino) sul tema Alle origini dei territori locali: un tema di rinnovato interesse tra le attuali istanze di continentalità europea e discutibili chiusure particolaristiche in difesa di qualche identità da salvaguardare, ma non da enfatizzare oltre misura.

Sergio Anselmi

Guy Di Méo

Vito Fumagalli

Lucio Gambi

Raymund Kottje

Lluis Mallarti Casamajor

Charles V. Phythian-Adams

Renato Zangheri

Questo volumetto raccoglie i testi degli interventi svolti nel corso del seminario organizzato dal Centro di Studi Storici Sammarinesi (Dipartimento di Storia, Università degli Studi della Repubblica di San Marino) sul tema Territori pubblici rurali nell’Italia del Medioevo, svoltosi nel ridotto del Teatro Titano di San Marino il 18 dicembre 1992.

Bruno Andreolli

Pierpaolo Bonacini

Vito Fumagalli

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Valeria Pierfelici

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L. Lonfernini

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L. Lonfernini

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A. Selva

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G. Astuti

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V. Pierfelici

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