Il presente lavoro analizza il bilinguismo in età evolutiva e le sue implicazioni nella diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). In una società sempre più plurilingue, la valutazione dei bambini bilingui richiede particolare attenzione per evitare falsi positivi, dovuti a difficoltà linguistiche legate all’acquisizione della seconda lingua (L2), e falsi negativi, che possono impedire il riconoscimento di un disturbo reale. Le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS, 2022) rappresentano un importante riferimento, sottolineando la necessità di utilizzare prove di valutazione adeguate e di concedere il tempo necessario per l’acquisizione linguistica.
La letteratura scientifica presenta tuttora alcune lacune che richiedono ulteriori approfondimenti. È infatti necessario studiare più accuratamente il processo di apprendimento dell’italiano come L2, valutare l’influenza di fattori quali l’età di esposizione alla lingua e sviluppare strumenti standardizzati con norme specifiche per la popolazione bilingue. Inoltre, la ricerca relativa alle abilità di calcolo nei bambini bilingui risulta ancora limitata. Un’ulteriore prospettiva di ricerca riguarda l’identificazione di fattori di rischio cognitivi e linguistici, utili a migliorare la capacità predittiva della diagnosi e a ottimizzare i tempi della valutazione. Infine, comprendere la risposta dei bambini bilingui alle diverse metodologie di intervento consentirebbe di individuare strategie terapeutiche più efficaci e mirate.
Questo lavoro fornisce un inquadramento teorico del bilinguismo e delle sue implicazioni diagnostiche, approfondendo le abilità di lettura, comprensione e scrittura nei DSA e analizzando le indicazioni delle Linee Guida per promuovere una valutazione più accurata, equa e inclusiva.