La presente tesi analizza i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) all’interno di un quadro teorico integrato, che considera l’interazione tra dimensioni biologiche e ambientali nel determinare i profili di funzionamento individuale. Superando una prospettiva esclusivamente deficit-based, i DSA vengono interpretati come espressione di processi dinamici, influenzati da variabili contestuali e da meccanismi di sviluppo plastici e modificabili.
Particolare attenzione è dedicata al contributo dell’epigenetica, che evidenzia come fattori ambientali — quali lo stress, il contesto socioeducativo e la qualità delle esperienze precoci — possano modulare l’espressione genica e incidere sui percorsi di apprendimento. In questa prospettiva, il funzionamento dell’individuo si configura come il risultato di un equilibrio tra vulnerabilità e risorse, continuamente influenzato dall’ambiente.
All’interno di tale cornice, la tesi approfondisce il ruolo delle tecnologie digitali e, in particolare, dell’intelligenza artificiale, interpretata non solo come strumento compensativo, ma come componente attiva dell’ambiente di apprendimento. I sistemi basati sull’AI, attraverso meccanismi adattivi e personalizzati, possono incidere sulle condizioni di accesso al sapere, sostenendo i processi cognitivi e riducendo le barriere legate alla prestazione.
I risultati della riflessione teorica evidenziano come l’integrazione tra fattori biologici e ambientali — includendo le tecnologie emergenti — consenta di orientare pratiche educative più inclusive, eque ed efficaci, promuovendo pari opportunità e valorizzando le potenzialità degli studenti con DSA.