I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono condizioni persistenti che influenzano l’individuo lungo l’intero arco della vita. Storicamente focalizzata sulla scuola, la normativa italiana ha recentemente esteso la tutela all’ambito lavorativo con le Leggi 113/2021 e 25/2022. L’elaborato indaga se la tempestività del riconoscimento diagnostico influenzi il successo professionale e il benessere psicologico degli adulti.
La ricerca, condotta tramite un questionario self-report su un campione di 102 rispondenti, confronta l’impatto della diagnosi precoce (entro la scuola primaria) rispetto a quella tardiva (dalla scuola secondaria all’età adulta). I risultati confermano che la diagnosi precoce agisce come un importante fattore protettivo: l’85,2% di questi soggetti ha usufruito di tutele scolastiche, sviluppando una solida identità lavorativa con bassi livelli di ansia (25%) e alta fiducia nel futuro (83,3%). Al contrario, per il 49% del campione diagnosticato in età adulta, il percorso formativo è stato privo di supporti (92%) e vissuto con un’elevata tensione prestazionale (75%), sebbene la certificazione sia vissuta come una “liberazione”. Emerge inoltre la fragilità delle diagnosi nelle scuole secondarie, con il picco massimo di non-disclosure (69,2%).
In conclusione, lo studio dimostra che il timing della diagnosi è un importante predittore per il successo lavorativo delle persone con DSA. Risulta dunque urgente promuovere protocolli di identificazione precoce per garantire a tutti un supporto tempestivo e contesti aziendali “Dyslexia Friendly” per valorizzare il talento neurodivergente e rendere i contesti di lavoro dei luoghi in cui la diagnosi non sia più vissuta come un segreto, ma come la base per una piena e libera autodeterminazione professionale.