Stefania Panero
Tatiana Abello
Anno
2025
Tipo
Tesi
Il lavoro nasce dall’idea che la sola dimensione diagnostica e psicometrica, pur necessaria, non sia sufficiente a restituire la complessità della persona, che va invece letta anche attraverso vissuti, emozioni, relazioni, risorse e contesti di vita. Dopo un inquadramento teorico sulla Narrative Based Medicine, la tesi approfondisce il ruolo dell’intelligenza emotiva, della scuola inclusiva e della famiglia come snodi essenziali di un percorso educativo e terapeutico realmente personalizzato.
Centrale è l’esperienza diretta di tirocinio svolto nel centro Lilium di Cuneo, attraverso la quale vengono presentati alcuni casi significativi che mostrano come interventi mirati, ascolto attivo, valorizzazione dei punti di forza e strumenti compensativi adeguati possano favorire la motivazione, l’autostima e l’apprendimento.
La tesi evidenzia così la necessità di superare letture frammentate o meramente burocratiche del disturbo, per provare a costruire una rete educativa fondata su corresponsabilità, dialogo e alleanza tra scuola, specialisti e genitori. In questa prospettiva più partecipata e rispettosa, la narrazione diventa uno strumento conoscitivo e trasformativo: orienta ed umanizza la diagnosi, restituisce voce al bambino e consente di leggere il soggetto non come somma di disturbi, ma come persona in crescita, portatrice di possibilità, senso e valore.