L’acquisizione delle competenze di letto-scrittura non è un processo spontaneo, ma richiede l’integrazione di numerose abilità cognitive, tra cui la consapevolezza fonologica, la memoria fonologica e, in particolare, la denominazione rapida automatizzata (RAN). La letteratura scientifica ha evidenziato come la RAN sia un predittore importante della capacità di lettura, in particolare nei soggetti con dislessia evolutiva, nei quali si osserva una compromissione della rapidità e correttezza nei processi di decodifica. A partire dalla teoria del doppio deficit, secondo cui alla base della dislessia possono coesistere un deficit fonologico e uno di denominazione rapida, questa tesi si propone di valutare l’efficacia di un intervento mirato a stimolare la RAN per migliorare le abilità di lettura.
Lo studio ha coinvolto due bambini con diagnosi di dislessia, sottoposti a un ciclo di trattamento di 5 mesi. Uno dei due ha seguito un percorso basato esclusivamente sulla lettura tachistoscopica, mentre l’altro ha svolto un training integrato, che combinava lettura e esercizi specifici di RAN. I risultati delle valutazioni pre e post trattamento hanno mostrato un miglioramento in entrambi i casi, ma in misura maggiore nel soggetto che ha ricevuto il trattamento integrato. In particolare, sono emersi progressi significativi nella rapidità e correttezza della lettura, oltre che nella velocità e accuratezza della denominazione.
I dati suggeriscono che l’integrazione di esercizi di RAN nei percorsi riabilitativi possa potenziare in modo efficace le abilità di lettura nei bambini dislessici, rappresentando un utile complemento ai tradizionali approcci terapeutici. Lo studio apre a ulteriori riflessioni sull’importanza di approcci multidimensionali e personalizzati nel trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento.