UNIRSM Il benessere scolastico negli studenti con DSA: una ricerca esplorativa alla scuola secondaria di secondo grado

Il benessere scolastico negli studenti con DSA: una ricerca esplorativa alla scuola secondaria di secondo grado

Alice Scotti

Anno

2021

Tipo

Tesi

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Il Benessere Scolastico rappresenta un costrutto di recente teorizzazione che ha impegnato gli studiosi soprattutto in Italia. Secondo Tobia e Marzocchi, autori che negli ultimi anni hanno apportato numerosi contributi sul tema, viene definito come contesto-specifico e basato su un modello multidimensionale e multi-prospettiva che includa simultaneamente componenti psicologiche, cognitive e sociali, articolandosi nello specifico attorno a 4 assi: senso di autoefficacia, attribuzione causale, aspetti emotivi e relazionali. Benessere generale, scolastico ed abilità di letto-scrittura si trovano in una relazione di mutua interdipendenza e tra gli studenti ulteriormente a rischio nel percepire l’esperienza scolastica come difficile, compromettendone il benessere, troviamo sicuramente quelli con Disturbi e difficoltà d’Apprendimento. La letteratura ci dimostra che esista un intreccio viziosamente complesso tra processi cognitivi, emotivi e motivazionali, tale per cui questi alunni, se non adeguatamente sostenuti, manifesteranno ricadute a livello di autostima, senso di autoefficacia e motivazione, che a loro volta renderanno più difficoltoso l’apprendimento stesso.

In generale, attualmente i pochi studi che si sono soffermati sul costrutto di Benessere Scolastico in Italia lo hanno indagato principalmente in campioni di studenti della scuola primaria, secondaria di I° grado ed all’università, emergendo che gli studenti con DSA ne percepiscano livelli inferiori rispetto ai pari, mentre si osserverebbe un cambio di rotta nei ridotti contributi scientifici durante la frequenza alla scuola superiore, che si intreccia con il peculiare periodo adolescenziale ed a seguito di quello pandemico. L’avvio del progetto di ricerca, sostentato dalla volontà di fornire valore e sistematicità ad osservazioni emerse durante lo svolgimento del tirocinio per questo Master, ha previsto la definizione del quesito di ricerca articolato in query principale ed ipotesi accessorie secondo il modello PICO, desiderando da un lato approfondire se il Benessere Scolastico negli studenti di scuola secondaria di II° grado risulti condizionato da una diagnosi/certificazione di DSA, e dall’altro analizzare alcuni aspetti del profilo accademico verificandone eventuali correlazioni con variabili prettamente cliniche (diagnosi di DSA).

L’approfondimento bibliografico su database scientifici ha permesso di reperire un solo articolo ritenuto pertinente. A fronte dell’esiguità di tale materiale, è stato perciò costruito un progetto di ricerca di carattere esplorativo volto a valutare, tramite uno studio comparativo su scala regionale, il livello di Benessere Scolastico negli studenti di scuola secondaria di II° grado, confrontando un gruppo con certificazione di DSA secondo vigente normativa ed uno a sviluppo tipico, attraverso due strumenti: un breve questionario creato ad hoc volto a rilevare alcune variabili di sfondo, insieme alla somministrazione di un test standardizzato multicomponenziale (QBS 8-13 nella sua versione per Ragazzi), raccogliendo il punto di vista degli studenti stessi sotto forma di self-report e contribuendo alla raccolta dati del campione normativo per la futura taratura del test. Entrambi gli strumenti sono stati caricati su piattaforma online con diffusione formale ed informale in tutto il Piemonte. Dei 165 questionari ritenuti validi, il 18% circa ha dichiarato di essere in possesso di una certificazione di DSA conducendo alla definizione di due sottogruppi a confronto (studenti con DSA ed a sviluppo tipico). Nel campione clinico si osserva una distribuzione inversa per genere (maschi in rapporto quasi 2:1), prevale la diagnosi di dislessia, la co-occorrenza tra più DSA ma non la comorbilità con altri disturbi; il periodo diagnostico prevalente è quello della scuola primaria. Profilo accademico e rendimento scolastico negli studenti con DSA risultano peggiori rispetto ai pari, con una media dei voti significativamente inferiore. La percentuale di alunni con DSA che necessitano almeno ogni tanto di supporto scolastico esterno è di gran lunga superiore al gruppo di controllo. Rispetto al confronto tra i livelli di Benessere Scolastico al test QBS-

R, differenze significative si sono riscontrate nella subscala «Rapporto con Insegnanti» e nell’item di Attribuzione Causale esterna «Vado bene nei compiti scolastici solo quando qualcuno mi aiuta»: in entrambi la media è più alta negli studenti con certificazione di DSA. I risultati emersi rispetto alla comparazione nei livelli di Benessere Scolastico sono in linea con quanto teorizzato nell’unico contributo ritenuto pertinente di Lombardi et al.; sembrerebbe dunque che gli studenti con DSA alla scuola secondaria di II° grado mostrino un livello di benessere scolastico non differente dai pari. Punto di forza per questi studenti è, in particolare, un miglior rapporto con gli insegnanti contrariamente alle aspettative e nonostante il riscontro dell’attribuzione dei propri successi all’aiuto ricevuto dall’esterno e di un rendimento scolastico e profilo accademico più scadenti. L’evidenza secondo cui tali studenti attribuiscano all’aiuto ricevuto dell’esterno i propri successi supporta l’idea che siano più propensi a chiedere aiuto, sentendo il bisogno di essere adeguatamente sostenuti ed accettati. L’insuccesso scolastico, sebbene rappresenti un peso rilevante nel campione clinico, non sembra predire un eventuale malessere a scuola. Il prevalere nel campione clinico della necessità di essere supportati nello studio pomeridiano almeno ogni tanto concorda con l’attribuzione dei propri successi all’aiuto esterno e con il fatto che essi ritengano le attività scolastiche perlopiù mediamente e molto impegnative, aprendo altresì a considerazioni in merito alla messa a punto di un efficace metodo di studio. Sorgendo l’interrogativo rispetto alle motivazioni di questa inversione di tendenza sia precedenti che successive emerse in letteratura, è verosimile pensare che le misure protettive previste dalla Legge n° 170/2010 saranno adottate dalla scuola via via con maggiore naturalezza e sistematicità. Si enfatizza inoltre l’importanza attribuita al ruolo positivo, rassicurante e di sostegno del contesto relazionale, che sembra favorire l’esperienza di benessere a scuola, mediando i processi di apprendimento stessi e coinvolgendo a cascata ed in maniera bidirezionale una serie di altri fattori. Il presente studio presenta alcuni punti di forza ed altrettanti limiti, che future ricerche potrebbero approfondire e colmare, data le valenze e le implicazioni pratiche plurime del quesito a fronte di un campo di ricerca che necessita ancora di essere approfondito.

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