La presente tesi approfondisce il tema della prevenzione educativa e dell’individuazione precoce dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), con particolare riferimento alla fascia di età 3-6 anni e al ruolo centrale svolto dalla scuola dell’infanzia. I DSA, di origine neurobiologica, incidono significativamente sul percorso scolastico del bambino, ostacolando l’acquisizione delle competenze di base di lettura, scrittura e calcolo. Sebbene la diagnosi formale sia possibile solo a partire dalla scuola primaria, la letteratura scientifica e il quadro normativo vigente, in particolare la Legge 170/2010, sottolineano l’importanza di un’osservazione precoce e sistematica dei segnali di rischio.
Il lavoro analizza innanzitutto la definizione e le principali tipologie di DSA, per poi soffermarsi sugli indicatori precoci osservabili in età prescolare e sugli strumenti di osservazione e valutazione utilizzabili nella fascia 0-6 anni. Viene inoltre approfondito il ruolo della scuola dell’infanzia come contesto educativo privilegiato per la prevenzione, attraverso strategie didattiche mirate, attività ludico-espressive e un’osservazione intenzionale e documentata delle competenze emergenti. Particolare attenzione è dedicata al modello ecologico di Bronfenbrenner, che consente di collocare l’azione educativa all’interno di una rete di relazioni tra scuola, famiglia e servizi socio-sanitari.
La tesi evidenzia come la prevenzione dei DSA non si configuri come un intervento isolato, ma come un processo sistemico fondato sulla collaborazione interprofessionale e sulla corresponsabilità educativa. In questa prospettiva, la scuola dell’infanzia assume un ruolo chiave nel promuovere inclusione, benessere e continuità educativa, contribuendo in modo significativo alla costruzione di percorsi di apprendimento sereni e rispettosi delle potenzialità individuali di ciascun bambino.