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Di fronte allo sterminato archivio di dati e notizie che ci sommerge ogni giorno, l’antico ruolo della letteratura sembra impallidire: nessun romanzo riesce a eguagliare la complessità delle cronache contemporanee, con i loro aggiornamenti in diretta, mentre milioni di intrecci e storie straordinarie sono alla portata di un clic. In una società di retromaniaci, persino l’obiettivo di “fare memoria” appare superfluo. Gli “Oggetti Narrativi Non-Identificati” che oggi si affacciano nelle librerie, cercano di essere all’altezza di questa sfida…

Wu Ming 2

“Vorrei parlare di che cosa succede della musica, del folclore, della città, della modernità, della memoria. Parto dalla musica perché tutto il lavoro che ho fatto negli ultimi anni nasce da un’intuizione e una pratica di Gianni Bosio che individuava nella musica popolare (distinta dalla popular music) un luogo della memoria delle classi non egemoni, e in quanto tale una fonte essenziale per ricostruire dall’interno una storia del mondo popolare.” (Alessandro Portelli)

Alessandro Portelli

Alla scoperta di una raccolta di opere d’arte che rappresentano consapevolmente un giorno del calendario, rivelandolo nell’immagine con indizi visibili o impliciti; segnalandolo nel titolo come elemento strutturale dell’opera; giocando – talvolta – con il tempo reale.

Antonella Sbrilli

Le più strane immagini e le più fantasiose associazioni hanno popolato le mnemotecniche fin dall’antichità producendo misteriosi agglomerati verbo-visivi la cui interpretazione è spesso una scommessa, in mancanza di un codice uniforme e condiviso.

Umberto Eco

Si può ovviare a una scarsa memoria giocando? Nel corso dell’Ottocento in molti hanno raccolto la sfida. Dai giochi di società inventati da Mark Twain alle video installazioni degli artisti contemporanei, il ricorso all’espediente ludico ha caratterizzato diversi episodi nel percorso delle mnemotecniche moderne, arrivando a trasformare i sistemi di memoria tradizionali, fatti di immagini, in apparati immersivi tridimensionali.

Paolo Castello

Il gioco può assumere molte forme nella vita quotidiana, le più insospettabili. Camuffate sotto l’ambigua maschera del gioco, dello scherzo, dell’ironia sanno nascondersi tensioni, mistificazioni, insicurezze capaci di sclerotizzarsi in uno schema apparentemente ludico di comportamenti coatti e copioni fissi e ripetitivi di cui si è dimenticata l’origine.

Marina Mizzau

Dipartimento di Economia, Scienze, Ingegneria e Design
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