Maria Torraco
Mirta Vernice
Anno
2025
Tipo
Tesi
Il presente lavoro indaga il ruolo della working memory nella comprensione di strutture morfosintattiche complesse in età evolutiva, con particolare riferimento alle frasi relative. La comprensione morfosintattica rappresenta una competenza fondamentale per lo sviluppo linguistico e per gli apprendimenti scolastici, risultando frequentemente compromessa nei bambini con Disturbo Primario del Linguaggio (DPL). La letteratura evidenzia come tale abilità sia strettamente connessa alle risorse cognitive, in particolare alla memoria di lavoro, coinvolta nel mantenimento e nella manipolazione delle informazioni linguistiche durante l’elaborazione della frase.
Lo studio è stato condotto su un campione di 17 bambini con sviluppo tipico, di età compresa tra i 5 e i 6 anni, frequentanti il primo anno della scuola primaria. Ai partecipanti sono stati somministrati strumenti standardizzati per la valutazione delle competenze linguistiche e della memoria di lavoro, tra cui il CLAD-ITA GAPS, alcune prove della batteria VAUMeLF (ripetizione di non-parole e memoria di cifre) e il Test di Comprensione delle Strutture Relative (T-Rel).
Le analisi descrittive evidenziano una certa variabilità interindividuale nelle prestazioni linguistiche e mnestiche. Le analisi inferenziali, condotte mediante correlazioni non parametriche, mostrano l’assenza di associazioni statisticamente significative tra le misure di memoria fonologica a breve termine (ripetizione di non-parole e memoria di cifre) e la comprensione di strutture sintattiche complesse. Al contrario, emerge una relazione marginalmente significativa tra la prova di ripetizione di frasi e la comprensione morfosintattica, suggerendo un ruolo più rilevante dei compiti che richiedono l’integrazione simultanea di risorse linguistiche e mnestiche.
I risultati supportano l’ipotesi che non tutte le componenti della working memory contribuiscano in modo equivalente alla comprensione del linguaggio, evidenziando la centralità dei compiti di ripetizione di frasi come indicatori sensibili delle competenze morfosintattiche.
Tali evidenze assumono particolare rilevanza in ambito clinico, offrendo indicazioni utili per la valutazione e l’individuazione precoce delle difficoltà linguistiche in età evolutiva.