All’interno dell’elaborato è stata approfondita la Disabilità Intellettiva con riferimento a un caso clinico. La Disabilità Intellettiva è un disturbo del neurosviluppo che influisce su diverse funzioni adattive, rendendo difficile l’autonomia e l’interazione sociale dell’individuo. È caratterizzata da un quoziente intellettivo (QI) solitamente inferiore o uguale a 70, da alterazioni del funzionamento adattivo e cognitivo e dall’esordio di tali difficoltà prima dei 18 anni. Inoltre, si manifesta con diversi livelli di gravità – lieve, moderato, grave ed estremo – che richiedono supporti differenziati.
In passato la Disabilità Intellettiva veniva definita con il termine “ritardo mentale”, successivamente sostituito in quanto ritenuto stigmatizzante e con una connotazione negativa. La valutazione deve essere effettuata da specialisti e comprendere test psicometrici e l’analisi del funzionamento adattivo. Gli interventi, di tipo educativo, riabilitativo, psicologico, sociale, medico, familiare e di transizione, devono essere personalizzati, con particolare attenzione all’inclusione e all’autodeterminazione, al fine di garantire una migliore qualità di vita. Per rispondere alle esigenze specifiche della persona risultano fondamentali il supporto alle famiglie e la predisposizione di un Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Infine, viene presentato il caso clinico di una ragazza di 18 anni alla quale, attraverso una valutazione psicodiagnostica, è stata diagnosticata una Disabilità Intellettiva lieve.